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L’ascesa sciita in Medio Oriente

di Gianluca Sadun Bordoni
Gli equilibri in Medio Oriente stanno cambiando, e probabilmente non in senso favorevole all’Occidente. Mentre il Presidente Obama tenta la carta dell’apertura all’Iran, la repubblica sciita sembra estendere la sua influenza nella regione, anche grazie all’ascesa degli Hezbollah. La milizia sciita filo-iraniana guida una coalizione che potrebbe vincere le imminenti elezioni in Libano, un evento che modificherebbe radicalmente l’intero scenario regionale.

 
La Turchia divide l’Europa

di Gianluca Sadun Bordoni
Dopo il vertice Usa-Ue di Strasburgo, anche nella sua visita a Istanbul il 6 aprile il Presidente americano Obama ha ribadito il carattere strategico del rapporto con la Turchia, tornando ad appoggiarne l’ingresso nell’Unione Europea. Ciò ha fatto emergere un nuovo fronte di divisione con alcuni paesi europei, la Francia in primo luogo, dopo i contrasti già affiorati al G-20 di Londra.
Non era un mistero che Parigi e Bonn fossero contrari all’ingresso di Ankara nell’Unione Europea, così come è noto che all’interno del governo francese esponenti di spicco, come il Ministro degli Esteri Kouchner, hanno in merito una posizione più possibilista. Quando Sarkozy lanciò l’Unione per il Mediterraneo (UPM), si disse che essa era pensata come alternativa all’ingresso della Turchia nella Ue, al punto che nel documento finale del summit di Parigi, per fugare le perplessità di Erdogan, si dovette espressamente chiarire che l’UPM non pregiudicava in alcun modo l’andamento dei negoziati per l’adesione alla Ue.

 
Prigionieri di Hitler e Stalin

di Gianluca Sadun Bordoni
Ecco un’idea da sostenere. Un gruppo di eurodeputati polacchi ha presentato a Bruxelles la proposta di dichiarare il 25 maggio “Giorno degli Eroi della lotta contro il Totalitarismo”. Il perché è presto detto: si tratta del giorno dell’assassinio politico di Witold Pilecki, l’ufficiale polacco che si fece volontariamente arrestare dai nazisti, nel settembre del 1940, per poter fornire informazioni dall’interno sul funzionamento del sistema concentrazionario tedesco. Internato ad Auschwitz, inviò rapporti angosciati all’esercito clandestino polacco. Riuscì poi a fuggire da Auschwitz nell’aprile del 1943 ma, dopo la guerra, fu inviato di nuovo in missione clandestina, questa volta a raccogliere informazioni sui gulag sovietici. Pilecki appartiene così a quel ristretto novero di persone, che fece l’esperienza diretta del doppio inferno, quello dei lager nazisti e dei gulag comunisti.

 
L’ora del realismo

Di Gianluca Sadun Bordoni
Al vertice Nato di Bruxelles della settimana scorsa, alla vigilia dell’incontro con il Ministro degli Esteri russo Lavrov, il Segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha indicato in modo sintetico ed efficace il senso del nuovo corso della politica estera americana: “E’ suonata l’ora del realismo, è arrivato il tempo di esplorare un nuovo inizio con la Russia” - un’apertura che è stata accolta con favore anche dal Presidente russo Medvedev. Assieme alla sordina messa sui diritti umani nella visita in Cina e alle aperture a Siria e Iran per il Medio Oriente, ciò delinea una strategia interamente nuova, che segna l’allontanamento più deciso dalla visione di Bush e dei neo-con, del resto già indebolita nel corso del secondo mandato dell’ex Presidente, come abbiamo avuto più volte modo di indicare sulle colonne di “Con”.

 
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