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Ecco il nuovo numero di Con dedicato alla Cittadinanza. Con interventi di Fini, Ben Ammar e Bocchino...

 
 
 

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Nuovi percorsi di dialogo tra cristiani e musulmani

di Gianfranco Macrì
Dall’11 al 13 giugno scorso si sono svolti in Vaticano i lavori del 14° incontro del Comitato di collegamento islamico-cattolico. Titolo dell’evento: “Cristiani e musulmani testimoni del Dio della Giustizia, della Pace e della Compassione in un mondo che soffre la violenza”.
A presiedere la delegazione cattolica è stato il Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del “Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso”, mentre quella islamica è stata guidata dal Prof. Dr. Hamid bin Ahmad Al-Rifaie, Presidente del “Forum Islamico Internazionale per il Dialogo”.

 
Le nuove priorità internazionali

di Gianluca Sadun Bordoni
I cambiamenti nello scenario globale hanno mostrato, negli ultimi due decenni, un ritmo incalzante, e si richiede una notevole dose di flessibilità e di ‘prontezza’ intellettuali per coglierli.
Non c’è dubbio che, negli anni Novanta del secolo scorso, al primo posto dell’agenda internazionale siano stati i diritti umani e la democrazia. Lo testimoniano il diffondersi della dottrina e della prassi dell’’interventismo umanitario’ - posto oltre il principio di sovranità - nonché la creazione di apposite istituzioni, come l’Alto Commissariato per i diritti umani dell’Onu e il Tribunale Penale Internazionale dell’Aja per i crimini nella ex-Jugoslavia, entrambi nel 1993. Nello stesso anno, a Vienna, si svolse la seconda Conferenza Mondiale sui Diritti Umani (dopo quella di Theran del 1968), che rappresentò lo snodo cruciale di questa centralità acquisita dai diritti umani.
Gli attentati dell’11 settembre 2001 determinarono una svolta netta, ponendo al primo posto dell’agenda della comunità internazionale la lotta contro il terrorismo: si riproponeva così il tema della sicurezza, anche se nel nuovo scenario dei conflitti che si cominciò a definire ‘asimmetrici’.

 
E adesso Rivoluzione conservatrice

Editoriale di Italo Bocchino per il numero 7 di CON
La vittoria elettorale del Popolo della Libertà è stata indubbiamente superiore anche alle più rosee aspettative. Gli italiani hanno mandato un segnale forte. C’è una profonda ansia di cambiamento nel nostro Paese, stufo delle chiacchiere e voglioso di concretezza.
Lo “statista” Berlusconi, la novità di questa Terza Repubblica, ha certamente conquistato gli italiani. La costituzione a tempo di record del Governo. Il discorso di insediamento da “Padre della Patria”. Il Consiglio dei Ministri tenuto a Napoli per affrontare la tragedia dei rifiuti campani. Il consenso di questo “nuovo” Berlusconi, decisionista ma dialogante con l’opposizione, è altissimo come non mai.
Sia chiaro: il popolo della Libertà, la maggioranza strutturale del Paese, vuole un Governo che sappia decidere. E in fretta. La vera missione del centrodestra è cambiare profondamente l’Italia. Senza la zavorra dell’immobilismo della componente post-democristiana, questa volta non si può fallire.

 
Un Paese da rivoluzionare

di Gianmario Mariniello
Capita spesso ai politici di conoscere alti e bassi, di volare e crollare nei sondaggi. Di certo impressiona il gradimento schizzato verso l'alto del Ministro Brunetta da quando ha annunciato una rivoluzione nella Pubblica Amministrazione. E' l'ennesima dimostrazione del fatto che la "timidezza" in questo momento storico in Italia non paga. Politicamente, s'intende!
Il Governo Berlusconi ha iniziato con toni concilianti la nuova avventura governativa, ma servirà coraggio se si vuole davvero cambiare l'Italia. Lo diciamo anche nel prossimo numero di CON, in uscita nei prossimi giorni, con un'intervista a Giuseppe De Rita del Censis e con interventi, tra gli altri, di Lanfranco Pace, Umberto Croppi e Luciano Ghelfi.
L'Italia è oggi un paese malato di statalismo, bloccato, sfiduciato, alla deriva, come dicono Stella&Rizzo;nel loro ultimo libro. 300 pagine da leggere, per conoscere le assurdità di un Paese sull'orlo del baratro.
Un Paese che ha chiesto a Berlusconi non una ordinaria amministrazione, ma una vera e propria rivoluzione.

 
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