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L’urgenza delle riforme

di Gianluca Sadun Bordoni
Il (prevedibile) ritorno dello scontro con la magistratura ripropone l’urgenza di un riequilibrio tra i poteri dello stato (sebbene la magistratura, a rigore, non sia un ‘potere’, ma un ‘ordine’, come dice la Costituzione all’art. 104: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”).
La riforma dell’ordine giudiziario, per quanto urgente, non può però essere sganciata dall’esigenza di un più organico percorso di riforme istituzionali, che devono investire anche la forma di Stato e di governo.

 
L’Europa dopo il voto irlandese

di Gianluca Sadun Bordoni
Dopo la bocciatura del Trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda, due sembrano essere le linee di riflessione attivatesi in Europa: da un lato, capire le ragioni dell’esito negativo del referendum irlandese, cercando di soppesarne cause specifiche e lezioni di carattere generale; d’altro lato, valutare come si possa ora procedere, per evitare una crisi profonda dell’Unione.
Quanto al primo punto, il dato che naturalmente continua a suscitare stupore, è la sproporzione tra causa ed effetto: 862.415 elettori irlandesi, pari a circa lo 0,2% dei cittadini europei, votando ‘no’, hanno di fatto paralizzato le istituzioni dell’Unione, che delle novità introdotte dal Trattato di Lisbona ha assoluto bisogno.

 
Gheddafi dice no a Sarkozy

di Gianluca Sadun Bordoni
Il Presidente libico Gheddafi, in un mini-vertice arabo svoltosi a Tripoli il 10 giugno, ha bocciato senza appello il progetto francese della Unione per il Mediterraneo (Upm), che dovrebbe vedere la luce il 13 luglio al vertice di Parigi, i cui preparativi si annunciano però burrascosi. Continua...

 
Il ritorno della Francia nella Nato

di Gianluca Sadun Bordoni
Dopo quasi mezzo secolo, la Francia rientra nel comando integrato dell’Alleanza Atlantica, abbandonato da De Gaulle nel 1966. Sarkozy lo aveva preannunciato all’ultimo vertice della Nato, a Bucarest, ma martedì scorso ne ha dato l’annuncio davanti alle forze armate, presentando il libro bianco sulla difesa: “Nulla si oppone a che noi partecipiamo alle strutture militari della Nato”, ha dichiarato, suscitando i commenti favorevoli del Segretario Generale, de Hoop Scheffer, e del portavoce della Casa Bianca. Il riavvicinamento francese agli Stati Uniti compie così un nuovo passo avanti, dopo l’appoggio alle posizioni americane sul nucleare iraniano e l’impegno ad inviare nuove truppe in Afghanistan. Continua...

 
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