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Un’Authority per la bioetica |
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di Gianluca Sadun Bordoni
Il mondo cattolico italiano è percorso da forti venti. Erano passati pochi giorni da quando il Vaticano interveniva per precisare la propria posizione sull’attacco al governo portato da “Famiglia Cristiana”, settimanale che un tempo veniva distribuito nelle parrocchie.
Ora – nientemeno – la Santa Sede deve intervenire per prendere le distanze da un editoriale dell’”Osservatore Romano”, che è un po’ come prendere le distanze da se stessi. L’articolo, di Lucetta Scaraffia, rimette in discussione il criterio di morte cerebrale, e ha seminato scompiglio nella bioetica cattolica, non diversamente da quanto accaduto appena un mese fa a proposito della necessità di una legge sul testamento biologico, che ha terremotato i vertici dell’associazione “Scienza e Vita”.
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di Gianluca Sadun Bordoni
Si poteva sperare
che il tormentone del rapporto dell’Udc con il centro-destra fosse stato risolto
definitivamente con la vittoriosa decisione di Berlusconi – vero esercizio di
leadership politica – di escluderlo dalla coalizione, che ha conquistato una
larga maggioranza alle elezioni di aprile.
Da quella vittoria sono nati un
governo che sta finalmente operando al di fuori dei ricatti, dei veti, delle
imboscate che hanno impiombato le ali al centro-destra nel precedente governo
Berlusconi, e inoltre un grande progetto politico, la costituzione di un nuovo
partito unitario del centro-destra italiano.
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L’Unione per il Mediterraneo vista dagli arabi |
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di Gianluca
Sadun Bordoni
Come
ha scritto l’ “Economist” , dopo il lancio dell’Unione per il
Mediterraneo (Upm) il 13 luglio a Parigi anche i detrattori devono riconoscere
che Sarkozy questa volta ha avuto successo. Nonostante i molti dubbi
che permangono, l’iniziativa ha senz’altro avuto il merito di scuotere
dal torpore in cui era precipitato il cosiddetto Processo di Barcellona,
cioè la partnership euro-mediterranea che fu definita nel 1995 nella
città spagnola.
I
leader arabi - con l’eccezione di Gheddafi - hanno alla fine aderito
all’invito di Sarkozy e hanno dato il via libera all’Upm, anche
se non tutti con entusiasmo. Nei commenti della stampa araba,
la cautela e lo scetticismo sono per la verità più apertamente dichiarati.
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La legge elettorale, per cominciare |
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di Gianluca Sadun Bordoni
E’ merito del Capo dello Stato, nell’intervista concessa all’agenzia russa Itar-Tass, aver riportato l’attenzione sulla necessità delle riforme istituzionali. Attenuatasi - almeno momentaneamente - la tempesta giudiziaria, è chiaro a tutti che occorrerà tornare al tavolo delle riforme, in un clima auspicabilmente di dialogo e di confronto tra maggioranza e opposizione.
E’ naturalmente difficile fare una graduatoria circa l’urgenza delle riforme, ma è certo che la legge elettorale vanta una priorità di fatto, dal momento che nel 2009 ci attendono due appuntamenti: uno sicuro - le elezioni europee - e un altro possibile - il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale per le politiche.
L’appello del Presidente Napolitano, saggiamente, va nella direzione generale di contrastare la frammentazione. Ciò concerne in primo luogo la legge elettorale per le europee, ove occorre introdurre una soglia di sbarramento, che si spera possa essere mantenuta al cinque per cento, come proposto dalla maggioranza.
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